Quando si parla di Cina è impossibile non pensare al Catai, la mitica terra raccontata da Marco Polo. Una terra immensa, lontana, misteriosa, che sa regalarci, ancor oggi, emozioni sorprendenti.
Quella del tappeto cinese è un’altra storia: diversi i materiali e i colori. Diversi soprattutto i riferimenti culturali e le funzioni attribuite all’oggetto-tappeto.Dalle “selle da pelo” della tradizione nomade, ai tappeti da meditazione e da colonna legati alla pratica del Buddismo, a quelli da trono e da terra: la produzione cinese è vastissima e si distingue per caratteristiche assolutamente uniche.
I materiali, innanzitutto. Entra in scena il cotone, che sostituisce la lana nella struttura, imponendo nodi diversi e profili dei disegni più marcati. I colori: con tutte le meravigliose sfumature del blu, i gialli e i rossi squillanti.
La funzione accessoria, di complemento d’arredo (in questo senso più “moderna” e flessibile). I simbolismi ideogrammatici, messi in evidenza dalla ripetizione decorativa e calligrafica. Nella sterminata produzione tradizionale cinese Pashà ha scelto fior da fiore, per proporci una collezione incredibilmente contemporanea, pur comprendendo pezzi unici e antichi, magicamente vicina alla nostra sensibilità.
Provenienti da Cina Settentrionale, Mongolia e Tibet, i tappeti proposti da Pashà lasciano meravigliati per la sapienza e raffinatezza tecnica e appaiono “scritti” in un linguaggio incomprensibile e ammaliante. Ci parlano di un mondo ancora oggi misteriosamente “altro” e, forse proprio per questo, così ricco di fascino.