Persia

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Informazioni storicheInformazioni storiche

Vi sono testimonianze circa l’uso e la diffusione del tappeto in Persia fin dal II secolo a.C., tanto che l’Iran è considerato terra d’origine del tappeto orientale.

 

Caratterizzati da un’accurata tecnica di realizzazione e da decorazioni raffinate, questi tappeti conobbero il massimo splendore in epoca safavide, soprattutto nel Seicento, in un periodo di floridezza economica e di grande prestigio politico per la Persia.  

I tappeti delle diverse località sono spesso indicati con il nome proprio della città, del villaggio o del distretto in cui vengono annodati, o della popolazione nomade che li intesse.

 

I tappeti persiani si contraddistinguono per un vasto numero di disegni in genere molto complessi e intricati e variabili nello stile che da curvilineo può diventare geometrico in rapporto alla densità dei nodi. Anche se non può essere considerata una regola fissa, solitamente i disegni più realistici e quindi più curvilinei appaiono nei raffinati tappeti di manifattura cittadina, mentre quelli maggiormante stilizzati sono in genere ascrivibili alle produzioni di villaggio. Per la minuziosità, la complessità e l’affastellarsi dei disegni, i colori non hanno quell’impatto e quell’immediatezza che contraddistinguono la produzione anatomica e caucasica.

 

Le tonalità sono di norma contenute, mai chiassose, vivaci soprattutto nelle produzioni tribali. Dominano in genere i blu e i rossi, usati sia per lo sfondo che nei disegni. Compare spesso il bianco avorio sia nei campi, che nei bordi, che nei motivi, a rischiarare composizioni talvolta troppo severe.